Marie, 1 anno in Italia
Italia, ITALIA! Qualche volta ancora non riesco a credere che sono qui. La mia avventura è iniziata quasi un anno fa in Belgio.
Mentre gli altri, i miei amici e i miei compagni di classe, stavano pensando all’università o al lavoro, la mia testa vagava già al di fuori del Belgio.
Volevo vedere il mondo altre culture, vivere un’esperienza completamente diversa. Per questo motivo ho deciso di andare via con Intercultura. La scelta del paese dove volevo andare non era la cosa più importante per me, volevo solo riuscire ad andare in un paese con una cultura più “calda”. Quando l’Intercultura belga mi aveva detto che ero stata selezionata per l’Italia ero quindi molto contenta.
Qualche mese dopo era arrivato “il mio momento”, la partenza. All’aeroporto di Bruxelles mi sono venuti alla mente all’improvviso mille dubbi e preoccupazioni che non avevo mai avuto prima. Pensavo: “Cosa ho fatto? Perché parto? Adesso comunque non posso più tornare indietro, pensavo fosse divertente andare via lasciando tutti a casa”. Fu un momento con molta confusione e molte emozioni, i miei amici, la mia famiglia, erano tutti lì che piangevano e il mio cervello pensava le frasi che ho scritto sopra. Allora una volontaria di Intercultura mi ha preso da parte e ha cercato di rassicurarmi dicendomi: “Va beh dai, un anno in fondo sono solo 365 giorni” Allora, con un ultimo sguardo indietro, ho salutato tutti e mi sono avviata verso l’imbarco.
Quando sono arrivata in Italia ammetto che ero piena di pregiudizi; per me l’Italia era sinonimo di mafia, pizza e calcio. Adesso, dopo qualche mese passato qui, ho imparato che purtroppo il tempo atmosferico è spesso simile a quello belga (molto umido) e che non devo avere continuamente paura di essere uccisa dalla mafia, però la mia idea della pizza è stata confermata: qui è buonissima!
Ogni giorno che passo qui imparo qualcosa di nuovo sull’Italia; non solo riguardo la sua storia e cultura ma anche cose molto più semplici come l’accoglienza e l’apertura delle persone, la bellezza di dover andare a scuola solo la mattina e non anche il pomeriggio, il linguaggio dei gesti e migliaia di altre cose. Ho ancora tante cose da vedere ed imparare prima di tornare a casa, e ora riesco anche a farmi capire senza difficoltà, mentre per i primi giorni sapevo solamente dire “ciao” a tutte le persone e “non ho capito”. Adesso questo problema è superato, anche se gli italiani sorridono sempre quando parlo per via del mio accento straniero.
Sono stata anche fortunata con la mia famiglia ospitante, gli voglio davvero tanto bene! Sono fortunata ad avere 4 gentiori! (o magari no, dipende dalle situazioni). Ho conosciuto anche tanti nuovi amici qui a Treviso, e sono fantastici! Mi sembra di non avere altro da dire per ora, se non che, come avrete capito, sono molto contenta di essere qui in Italia! (e anche alcuni dietologi, che se continuo così troveranno una nuova cliente, ma il cibo qui è buono…) La mia vita qui in Italia è davvero molto bella!!!